Il sale iodato e la tiroide

Il sale iodato e la tiroide

Il 29% della popolazione mondiale soffre di carenza di iodio. In Italia, a essere colpite da questa problematica sono circa 6 milioni di persone, soprattutto donne e bambini.

Il fabbisogno giornaliero di iodio negli adulti è di 150 microgrammi, nei bambini e negli adolescenti è tra i 90 e i 130 microgrammi. Arriva fino a 200 microgrammi in gravidanza e a 220 durante l’allattamento.

Lo iodio consente alla tiroide di sintetizzare gli ormoni tiroidei, che sono fondamentali per il metabolismo, la temperatura corporea, il ciclo mestruale, le funzioni del sistema nervoso e di quello cardiovascolare. Quando questo minerale non è molto presente nel corpo umano, si può incorrere in seri problemi, quali un aumento del volume della tiroide, ipertiroidismo e noduli.

L’assenza di iodio può essere stabilita tramite degli appositi esami, ioduria e controllo degli ormoni tiroidei. Ma ci possono essere anche dei sintomi “spia”, quali stanchezza costante, aumento di peso, sbalzi di umore e scarsa concentrazione.

La prevenzione passa dalla tavola. Infatti, lo iodio deve essere assunto attraverso i cibi. Ogni giorno dovrebbe essere consumata una quantità di sale iodato pari a 3-5 grammi. Nessun altro tipo di sale, bisogna sapere, contiene iodio. Ci sono anche degli alimenti che lo contengono come: il pesce, la carne (anche se in quantità inferiori), i crostacei, latte e formaggi.

Cibi da evitare non ce ne sono, però ci sono alimenti che se assunti in grandi quantità possono contrastare l’assimilazione dello iodio, riducendo la produzione di ormoni tiroidei. Tra questi, broccoli, soia e spinaci.