Il vaccino antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale

Si prospetta che il cambio di stagione autunno-inverno porti un’influenza di intensità media. L’influenza non va confusa con il raffreddore. Viene individuata, generalmente, attraverso alcuni sintomi: temperatura superiore a 38°, indolenzimento muscolare, naso chiuso e mal di gola.
L’influenza non va mai sottovalutata, perché si può trasformare in malattie potenzialmente mortali come la polmonite. Pertanto, dovrebbero vaccinarsi i soggetti a rischio: anziani, bambini, immunodepressi e anche gli operatori sanitari (visto il loro costante contatto con persone malate).
Il vaccino è gratuito per alcune categorie: bambini e anziani dopo i 65 anni; le donne in gravidanza che si trovano nel 2° o 3° trimestre; i diabetici; chi soffre di malattie infiammatorie croniche, malattie congenite o acquisite che causano un deficit di anticorpi, malattie cardiovascolari o dell’apparato respiratorio; in caso di epatite croniche, tumori, insufficienza renale; per chi svolge mansioni che potrebbero essere veicoli di contagio a soggetti ad alto rischio, tra cui operatori sanitari, forze dell’ordine, ma anche allevatori, veterinari e macellatori; i donatori di sangue.
Il vaccino viene trasmesso attraverso un’iniezione. Si fa dalla seconda metà di ottobre fino al 31 dicembre di quest’anno. La sua efficacia si manifesta già da una settimana dopo la somministrazione e dura per circa sei/otto mesi.
Il vaccino non può essere somministrato a soggetti allergici all’uovo, poiché sono presenti in esso alcuni residui di questo alimento o a chi ha sofferto in passato di reazioni allergiche o danni neurologici post vaccino.
Gli effetti collaterali dei vaccini possono manifestarsi nelle 12/24 ore successive con rialzo della temperatura e indolenzimento muscolare e malessere diffuso.
I posti dove vaccinarsi sono stabiliti dalle singole Regioni. Per le fasce di popolazione esenti dalla gratuità, il vaccino ha un costo di €25.